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In arrivo il picco dell’influenza. Ma come riconoscerla?

In arrivo il picco dell’influenza. Ma come riconoscerla?

Casi in crescita continua. Riposo e farmaci ma soltanto per far scendere la temperatura. Gli antibiotici non servono. E poi bere molto e mangiare alimenti ricchi di vitamine.

PIÙ DI 7 milioni di italiani con febbre, tosse, spossatezza. L’influenza non è ancora al suo picco massimo, ma già sembra che sia più diffusa dell’anno scorso. Una sensazione suffragata da dati. “Questa stagione sta avendo un impatto maggiore – precisa Caterina Rizzo, epidemiologa dell’Istituto Superiore di Sanità – abbiamo i numeri più alti delle ultime cinque stagioni. Una diffusione maggiore, ma i casi severi sono in linea con le stagioni precedenti. Comunque ci stiamo avvicindando al picco: nell’ultima settimana di dicembre ci sono stati 11 casi su mille abitanti, già nella settimana scorsa ne abbiamo avuti 13,5. Pensiamo che il picco più alto che si è mai registrato è stato di 15 casi su mille, nella stagione 2004-2005. Quindi siamo già ad un livello alto”.

E intanto dall’inizio della sorveglianza – settembre – sono stati segnalati 140 casi gravi di influenza confermata e 30 decessi, questi ultimi nella quasi totalità (90% dei casi) verificati in soggetti di età superiore ai 25 anni: in quattro casi i soggetti deceduti non presentavano condizioni di rischio preesistenti. Tra i casi gravi, poi, tre si sono verificati in donne gravide e l’81% del totale presentava almeno una condizione di rischio predisponente il complicarsi delle condizioni cliniche (diabete, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie croniche). Tutti sono stati ricoverati in una Unità di terapia intensiva e/o subintensiva e 79 sono stati intubati. A differenza dei decessi, alcuni dei casi gravi presentavamo un’infezione da parte del virus A/H3N2, anche se riguarda soltanto il 2,1% del totale: i virus isolati sono stati soprattutto il virus A/H1N1pdm09 (48,6%) e il virus B (40,0%), mentre un virus A/non sottotipizzato è stato riscontrato nel 9,3% dei casi.

I BAMBINI PIU’ COLPITI
Molto colpiti i bambini, ma anche gli over 65, per i quali è raccomandato il vaccino. Siamo quasi fuori tempo massimo, visto che mi mette due settimane per poter dare una protezione efficace. Ma almeno i soggetti a rischio dovrebbero farlo. “I bambini sono molto colpiti – spiega Massimo Galli, presidente della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali)  – e questo suggerisce che i ceppi implicati quest’anno trovino nella popolazione infantile un particolare contesto di suscettibilità”. FONTE: http://www.repubblica.it/salute/2018/01/10/news/influenza_e_in_arrivo_il_picco_del_virus_ma_come_riconoscerla_-186198681/?rss

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